Quan Shanshi


I video ritratti sono rappresentazioni in cui la natura del video, ovvero il tempo, insieme al volto del soggetto ritratto e ad altri elementi presenti nel filmato, muovono alla comprensione di una personalità. Ci spostiamo verso una maggiore chiarezza, col passare del tempo di visione, a causa delle espressioni, della comunicazione del viso, così come del contesto. Sono ritratti che accostano un elemento ad una persona, per farne risaltare le caratteristiche, poiché, se non l’anima, almeno il corpo è ancorato ad una rappresentazione e questa invero non è strettamente corporale. In questo i video-ritratti recuperano un’autorialità, un’interpretazione data dalla regia, oltre che dal movimento della camera e dal montaggio. Le atmosfere inoltre sono accentuate dal sapiente lavoro di Federico Ferreti – Dj Stile. Il suono originale realizzato appositamente per questo lavoro, concorre infatti alla creazione autoriale del contesto e della scena su cui si poggia il lavoro ritrattistico.
La Cina è oggi luogo di contraddizione. Luogo-pensiero che sembra espandersi a macchia d’olio e invaderci culturalmente; in verità luogo di cultura ancora a noi parecchio ignota, solo illusoriamente conosciuta. È luogo di abitudini e tradizioni, di letteratura e spiritualità negata, di rivoluzioni e di compartecipazione, luogo di più luoghi, troppo grande per essere un sol luogo.
Quan Shan Shi, per certi versi, non è la rivoluzione ma la tradizione. Non la rivoluzione, ma nemmeno necessariamente la contro-rivoluzione. Non lo sguardo occidentalizzato che grida “guardatemi”, che strilla alla libertà intellettuale, bensì lo sguardo che questa libertà la trasfigura, forse la possedeva già o la trova nel pensiero. Guarda il mondo cui appartiene e a cui è appartenuto e lo vede scivolare. Guarda la Cina e le contraddizioni, vita che scorre e si modifica, prigionia dell’appropriazione, occhi che non si nascondono, non si prestano, non al centro dell’attenzione, vedono, guardano a loro volta, forse il proprio serpente, appunto, negli occhi.

Testo di Fabrizio Pizzuto per pensieromeridiano.it